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Dall' Ansa la notizia che le emissioni di titoli a medio e lungo termine dei Paesi europei schizzeranno al massimo storico di 1.446 miliardi di euro nel 2010. Questo per finanziare le misure di stimolo varate per la ripresa economica, secondo le stime di Standard & Poor's. Si tratta di un incremento di 52 miliardi di euro rispetto alla somma di 1.394 miliardi segnata nel 2009, ha precisato l'agenzia di rating in un comunicato.
Un piccolo commento è che prima o poi qualcuno dovrà pagarlo questo debito che si sta creando con l'emissione di titoli pubblici. La ricerca del risparmiatore è quindi volta a scelte oggi sempre più complicate. Dal canto suo il risparmio gestito attraverso Assogestioni denuncia che a febbraio i riscatti sono superiori alle sottoscrizioni e il sistema fondi chiude il mese con una raccolta netta negativa pari a 456 milioni di euro. Nonostante il risultato negativo il patrimonio è in crescita e sale provvisoriamente fino a quota 434 miliardi. Nel corso del mese di febbraio gli investitori hanno scelto di affidare i loro risparmi ai gestori di prodotti Obbligazionari, Bilanciati e Flessibili.
Altro commento: la scelta è dovuta all'incertezza del mercato azionario e in periodi di crisi il risparmiatore come molla motivazionale sceglie investimenti più tranquilli, o come nel caso dei bilanciati o flessibili che gli permettano eventuali possibilità di performance.
Queste motivazioni psicologiche, ma non solo hanno un ulteriore riscontro nel dato successivo che sempre Assogestioni evidenzia sui fondi immobiliari. I dati rilevati da Assogestioni e Ipd evidenziano ancora un aumento dell'attivo gestito, una crescita del patrimonio sorretto dall'aumento del numero dei prodotti e da flussi di raccolta positivi per 548 milioni di euro. Il patrimonio cresce del 1,4% e nel corso del periodo di riferimento passa da 20,2 miliardi, rilevati lo scorso semestre, a poco meno di 20,5 miliardi di euro. In un anno la crescita è stata pari al 1,9%.
Il numero di fondi censiti arriva a quota 143 unità. Su quest'ultimo argomento è dovuta una precisazione: anche i fondi immobiliari subiscono una crisi in termini di crescita del loro valore, ma molti hanno il vantaggio di distribuire dei dividendi che solitamente variano dal 4 al 6%, parlando del mercato italiano naturalmente. Esistono ed esisteranno sempre di più in futuro invece possibilità di investimento nei fondi immobiliari in proprietà non italiane che consentiranno rendimenti maggiori, e senza rischio. In estrema sintesi siccome l'investimento sul mattone in periodi come questi è guardato sempre con estremo interesse, i suggerimenti possono essere questi:
- In Italia non speriamo in un rialzo del mercato e in rendimenti elevati, il 4% è già di per se buono. Meglio quindi forse un fondo che un acquisto diretto che comporta poi altri tipi di complicazioni e di spese.
- Valutare gli investimenti in fondi immobiliari che investono all'estero dove in alcuni paesi esistono ottime opportunità di sviluppo e caso mai specializzati non solo in immobili a reddito ma anche nello sviluppo dell'area partendo dall'acquisto ed edificazione del terreno stesso.
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